VISIONE

Operare per un sistema sociale etico ed inclusivo

  • agendo sulle cause del disagio e non solo sugli effetti individuando correttamente le responsabilita’
  • non scegliendo la soluzione piu’ rapida, ma quella che tiene conto della necessita di “ far crescere le persone
  • non aumentando o spostando la sofferenza tra le persone che gli appartengono, ma creando collaborazioni e coinvolgimento tra i vari attori che scelgono di “ non tirarsi fuori “ e restano in gioco assieme agli altri
  • assumendosi le proprie responsabilita’ come singoli o istituzioni senza paura del conflitto e facendolo emergere quando necessario
  • adottando un atteggiamento critico nella consapevolezza dei propri e altrui limiti coscienti che i problemi non si possono sempre risolvere ne’ tanto meno lo si puo’ fare da soli

All’interno di questo visione l’associazione le C.A.S.E. si pone come rete di famiglie accoglienti che, attraverso il proprio agire, contribuiscono ad interrompere la catena di predestinazioni in cui si trovano coloro che partono svantaggiati nella loro esistenza ,sono in situazioni di bisogno e disagio e fanno piu’ fatica a vivere, senza riuscire ad affrancarsi o ad auto-determinarsi.

L'ASSOCIAZIONE LE C.A.S.E. onlus è un luogo di condivisione nel quale concretizzare il desiderio personale di vivere la propria vita nell'accoglienza quotidiana dell' - Altro non desiderato - recuperando relazioni inclusive e solidali di rete, profondamente connaturate con la natura umana. .

MISSIONE

Le C.A.S.E. promuove e favorisce la realizzazione di progetti di accoglienza familiare di persone in stato di bisogno, rivolti soprattutto a minori, gestanti e madri con figli, senza distinzione di nazionalità, razza, sesso, religione, stato di salute

Realizzare la propria missione l'Associazione:

propone una più ampia concezione dell'accoglienza, intesa non solo nel suo valore di scelta di vita e di esperienza personale ma anche di valenza sociale. rifiuta l'idea dell'assistenzialismo a favore dello sviluppo di reti comunitarie che coinvolgano gli utenti in attività lavorativo a scopo formativo ed educativo. In tal senso i settori che vengono privilegiati sono: agricoltura biologica, artigianato manuale, riciclaggio e recupero di materiali usati, utilizzo e sviluppo di tecnologie appropriate, attività di protezione civile e interventi in calamità naturali. In particolare per quanto riguarda i cittadini extra comunitari accolti, vengono favorite le occasioni per l'individualizzazione e l'elaborazione di progetti di sviluppo che coinvolgano e che portino beneficio ai loro paesi di origine.una particolare attenzione ai rapporti che si costituiscono in una società multietnica e multiculturale, alle relazioni Sud-Nord e ai fenomeni legati alla globalizzazione della vita economica, promuovendo la cooperazione con altri popoli a fronte dell'attuale ingiustizia. le proprie scelte partendo dall'analisi delle cause economiche e sociali dell'esclusione legate in particolare alle conseguenze del malsviluppo e nell'individuazione e attuazione di modi concreti per contrastarle in collegamento a reti di economia di solidarietà e alle istituzioni. con un ruolo di stimolo, di pungolo e di contaminazione nei confronti di un sistema sociale per tanti versi non etico ed emarginante, operando in un territorio prossimo, attraverso azioni inclusive di rete espresse soprattutto nel quotidiano e nel domestico.

VALORI

Autonomia e libertà

Ogni casa famiglia è sovrana nelle proprie decisioni rispetto all'Associazione laddove sono condivisi i valori espressi e si assume la responsabilità delle proprie scelte, delle quali informa comunque l'Associazione. Le decisioni vengono prese nell'ambito di un “comitato di lavoro“ al quale possono partecipare tutti gli operatori, volontari e stipendiati.

Accoglienza

E' non riuscire a fare a meno dell'Altro non desiderato, e risponde ad un bisogno proprio di chi accoglie. Chi accoglie è co-protagonista in uno scambio che permette di dare e ricevere. “L'Altro non desiderato” è il vero ed unico limite all'inviolabilità della propria libertà e del proprio spazio vitale.

Contaminazione

Azione pratica pedagogico - educativa quotidiana vissuta nell'”essere se stessi“ con quanti entrano in contatto con la realtà di accoglienza dell'Associazione. Tale azione viene indirizzata a sollecitare domande, esprimere ciò che si vive, spingere a mettersi in gioco

Confronto

Il confronto si basa sul riconoscimento e sulla condivisione di una stessa situazione di vita.

Territorialità

E' sul territorio prossimo che si riesce a costruire e sviluppare relazioni di rete e di contaminazione delimitando l'impegno e lo sforzo a garanzia della qualità del proprio lavoro.

Vivere la vita comunitaria

Desideriamo condividere la storia e la vita di chi più di altri paga il peso delle contraddizioni. Dalla vita comunitaria si possono desumere modelli che tendono a far scoprire il disagio e pongono le premesse per regole di vita più umane e liberanti

Stile di vita comunitaria

Crediamo fondamentale proporre figure di riferimento quanto più stabili possibile. La turnazione del personale educativo, oltre ad un certo livello fisiologico, non consente di impostare azioni educative ma costringe alla mera e quanto mai inadeguata assistenza.

Vivere la quotidianità

Radicando nella propria esistenza quei contenuti e quelle dimensioni che si scoprono nella vita di ogni giorno.

Vivere a misura d'uomo

Riconoscendo i propri limiti e proponendo sul piano dei mezzi, un cammino che tenga presenti i punti di partenza di ognuno ed esprima una progressività del rapporto e una provvisorietà degli strumenti.

Vivere l'affettività

Affettività come elemento determinante di ogni relazione, ricreando la voglia di vivere l'amicizia, il protagonismo, la creativita', il rispetto degli altri, la solidarietà, l'utilità sociale e la dignità lavorativa.

Vivere la provvisorietà

Provvisorietà non intesa come precarietà, improvvisazione, faciloneria, inadeguatezza al bisogno, irresponsabilità, episodicità, empiria, non scientificità. Le C.A.S.E vive questo valore come dimensione di non sicurezza che dà la capacità di camminare in avanti senza fissarsi in facili schemi, crearsi strumenti nuovi, ricominciare da capo senza falsi complessi di colpa ma con la capacità di reinventare e ridiventare amico della propria storia, scoprire i segni del cammino percorso, non sentirsi autosufficienti ed indispensabili, correre il rischio del fallimento.